A PROPOSITO DIO MIO PADRE ,

Inghilterra, primo dopoguerra. Nel corso di trent’anni un Figlio cerca di uscire dall’ombra del proprio Padre, ma suo malgrado finirà per assomigliargli sempre di più. Sceglie alla fine di diventare avvocato come il padre, nonostante aspiri a diventare scrittore. Il conflitto con il padre era palese fin dall’età scolare quando il Figlio fu costretto dalla famiglia ad andare a studiare in collegio. La lontananza incrementa la distanza tra padre e figlio, in parte già accentuata quando l’uomo era diventato cieco a causa di un incidente. Alle spalle della vicenda corre la seconda guerra mondiale a cui si accenna solo di sfuggita. Il rapporto del Figlio con le donne è ugualmente problematico: finirà per sposare Elizabeth, una donna affascinante, che però lo considera un mediocre. Il pensionamento del Padre sembra rinvigorire il Figlio, il quale acquisisce maggiore stima di sé, inizia a vincere le cause e a mettere in scena una delle proprie commedie, senza riuscire a suscitare l’approvazione del Padre e della moglie. La vicenda si conclude con la morte del Padre per vecchiaia, a seguito della quale il Figlio non riesce a sentirsi “liberato” da questa presenza così predominante nella sua vita, ma prova solo una profonda solitudine.
L’autore sceglie di non dare un nome al Padre, al Figlio ed alla Madre, proprio a simboleggiare l’universalità dei loro conflitti.

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Personaggi: 10 uomini – 7 donne

Autore

Numero di Donne

Numero di Uomini

Supporto Sceneggiatura

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